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INDICE:

PREMIO SAPIO PER L’AMBIENTE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE
PREMIO SAPIO PER L'ENERGIA E I TRASPORTI 2003
PREMIO SAPIO PER LA SALUTE ED IL SOCIALE 2003
PREMIO SAPIO NMR
PREMIO SAPIO PER LE TECNICHE ANALITICHE PER LA RICERCA 2003.
PREMIO SAPIO “MENZIONE SPECIALE” 2003



PREMIO SAPIO PER L’AMBIENTE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Dott. Pasquale Avino
Nato a Roma, ricercatore presso l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL)

Titolo dei risultati di ricerca
Determinazione e distribuzione spazio-temporale del materiale carbonaceo nel particolato atmosferico come nuovo tracciante nella contaminazione ambientale.

Ruolo del ricercatore
Pasquale Avino: supervisore della ricerca e ricercatore principale.

Motivazione del Comitato Scientifico.
Sia con il Premio Sapio Energia e Trasporti sia con il Premio Sapio Ambiente e Sviluppo Sostenibile si è voluto lanciare un segnale forte che sancisca la necessità di operare scelte verso uno sviluppo che sia effettivamente durevole, costruito in prospettiva, che tenga conto di ciò che lasceremo domani alle future generazioni.
Un riconoscimento quindi ai più giovani ai quali è affidato un compito arduo che richiede determinazione e dinamismo.
La ricerca presentata dal dott. Avino sia per i contenuti affrontati sia per i risultati ottenuti è pienamente in linea con questa impostazione e con la finalità scientifica del Premio che, anche nel suo lungo tour scientifico, ha focalizzato l’attenzione sulle problematiche e sulle soluzioni legate allo sviluppo di nuove fonti energetiche, condizione questa indispensabile per uno sviluppo di qualità.

Sintesi contenente una breve descrizione dei risultati di ricerca
Il materiale particellare carbonioso è un parametro di fondamentale importanza ai fini della valutazione della qualità dell’aria. Esso è costituito da una frazione organica, nota come carbonio organico (OC), e da una frazione resistente all’ossidazione ad una temperatura di 350°C denominata carbonio elementare (EC). L’OC è una miscela complessa di più classi di composti (idrocarburi, composti ossigenati, acidi organici, ecc.) e ha un’origine sia primaria sia secondaria. L’OC primario viene emesso principalmente come particelle submicroniche da processi antropogenici e/o biogenici e l’OC secondario può avere origine dalla condensazione gas-particella di composti organici volatili a bassa tensione di vapore o dall’adsorbimento chimico e/o fisico di specie gassose su particelle. L’EC ha una struttura grafitica ed è essenzialmente un inquinante primario emesso direttamente durante i processi di combustione.
Dal punto di vista della granulometria, le particelle al di sotto di 10 µm (soprattutto PM10 e PM2.5) sono quelle più dannose per la salute dell'uomo e allo stesso tempo sono quelle che maggiormente interessano i processi di assorbimento e di trasformazione di inquinanti gassosi e i fenomeni di trasporto a grande distanza.
Nella ricerca vengono studiati i livelli di concentrazione del materiale particellare (PM10), del carbonio elementare (EC) e del carbonio organico (OC) misurati in aree urbane e remote. Principale risalto è dato allo studio analitico della separazione tra le due frazioni. Viene inoltre studiata l’evoluzione spazio-temporale delle due frazioni e più generale investigata l’evoluzione temporale delle particelle carboniose in atmosfera in funzione delle sorgenti emissive di origine antropica e naturale e della dinamica diffusiva dei bassi strati dell’atmosfera

Breve descrizione dell’applicazione pratica dei risultati di ricerca
Sviluppo di metodologie per la determinazione del carbonio organico ed elementare del particolato nel particolato. Implementazione dei sistemi di misura di inquinanti sul particolato (nitrati e solfati).
Descrizione tecnica dei risultati di ricerca
Il materiale particolato (PM) in atmosfera è un inquinante complesso sia per la sua origine naturale e/o antropogenica che per la sua granulometria: per questi motivi può essere considerato un parametro di fondamentale importanza ai fini della valutazione della qualità dell’aria sia in aree urbane che remote.
Le principali sorgenti naturali sono l’eruzione dei vulcani, l’erosione delle rocce, gli aerosol marini, le emissioni biogeniche, ecc., mentre le principali sorgenti antropogeniche sono i processi di combustione e specifiche attività industriali. Dal punto di vista granulometrico, le particelle al di sotto di 10 ?m (frazione toracica e respirabile) sono quelle più dannose per la salute dell’uomo e nello stesso tempo sono quelle che maggiormente interessano i processi di adsorbimento e di trasformazione di inquinanti gassosi e fenomeni di trasporto a grande distanza. Infatti, aree lontane da sorgenti di emissioni, quali ad esempio aree marine o aree remote, possono subire la ricaduta di sostanze inquinanti dovuta a fenomeni di trasporto.
La componente carboniosa di cui è costituito il materiale particellare può essere utilizzata come un nuovo tracciante utile per la valutazione della contaminazione di un determinato ambiente. La frazione carboniosa è costituita da un complesso miscuglio di sostanze contenenti atomi di carbonio che vengono normalmente classificati in due principali componenti: carbonio elementare (EC) e carbonio organico (OC). OC è una miscela complessa di più classi di composti (idrocarburi, ossigenati, ecc.) e ha un’origine sia primaria che secondaria: l’OC primario è emesso principalmente come particelle sub-microniche mentre l’OC secondario può avere origine dalla condensazione gas-particella di composti organici volatili a bassa tensione di vapore o dall’adsorbimento chimico e/o fisico di specie gassose sulle particelle. EC ha invece una struttura grafitica ed è essenzialmente un inquinante primario emesso direttamente durante i processi di combustione. È da sottolineare che quando la differenza tra le due frazione non è dal punto di vista termico ma dal punto di vista ottico, la frazione elementare prende il nome di “black carbon” (BC).
La determinazione del carbonio totale (TC) nel particolato e la separazione del carbonio elementare dal carbonio organico possono essere eseguite con differenti metodiche analitiche che sfruttano le differenti proprietà ottiche, termiche o chimiche delle particelle. Vi è una varietà di metodiche ottiche basate sul principio della misura della trasmittanza o della riflettanza di un raggio di luce incidente su particelle raccolte su filtro. Recentemente sono stati sviluppati vari procedimenti di misure termiche che consentono anche la separazione del carbonio elementare dal carbonio organico sia attraverso una pre-estrazione con solvente della componente organica o direttamente mediante due stadi di combustione/ossidazione a due diverse temperature.
Il metodo utilizzato in questa ricerca si basa sulla diversa composizione della sua frazione organica ed elementare: la frazione organica viene determinata dopo riscaldamento a 350°C e determinazione come CO2 mediante un rivelatore non dispersivo infrarosso mentre la frazione resistente alla temperatura di ossidazione di 350°C è il carbonio elementare. L’importanza del materiale carbonaceo nella valutazione della qualità dell’aria è evidenziata dalla correlazione tra OC ed EC. In quest’ambito infatti sono stati condotti studi che hanno individuato come il traffico nelle aree urbane sia la principale fonte di emissioni di inquinanti di origine primaria mentre nelle aree verdi risulta importante il contributo di OC primario di origine biogenica (piante). A tal scopo è risultato molto utile il comportamento del rapporto TC(=EC+OC)/EC: infatti nelle aree verdi la presenza di emissioni primarie di origine biogenica dà come risultato un valore di TC/EC differente (maggiore) rispetto all’analogo in un’area urbana ad alto traffico.
La ricerca è stata condotta essenzialmente in due siti di Roma: una stazione è localizzata nel centro della città, in via Urbana (S. Maria Maggiore), interessata da una alta densità di traffico autoveicolare, mentre la seconda nel parco di Villa Ada, una zona non direttamente influenzata dai flussi di traffico cittadino. L’evoluzione spazio-temporale delle particelle carboniose è stata interpretata mediante la misura della radioattività naturale utilizzata come tracciante della diffusione verticale nei bassi strati dell’atmosfera. La separazione di EC da OC effettuata mediante un metodo termico con due stadi di ossidazione a due temperature (350°C e 750°C) ci ha consentito anche di identificare le fonti primarie di EC derivanti dal traffico autoveicolare, di differenziare quelle primarie biogeniche ed antropogeniche di OC e quelle secondarie di OC.
I risultati della ricerca, tutt’ora in corso, evidenziano che il monitoraggio della frazione carboniosa presente nel materiale particellare in sospensione è molto importante per avere una conoscenza più approfondita della qualità dell’aria specialmente nelle aree urbane in cui la sorgente emissiva più importante è il traffico autoveicolare.
Il metodo analitico adottato che sfrutta le proprietà termiche delle particelle consente una misura diretta del materiale carbonaceo e presenta un notevole vantaggio rispetto al metodo dei fumi neri previsto dalla normativa vigente che opera una misura indiretta del materiale carbonioso mediante assorbimento di luce.
In definitiva, l’utilizzo di tale metodologia d’indagine porta a esprimere le seguenti valutazioni:
misura fondamentale per la valutazione dell’inquinamento atmosferico da processi di combustione;
utilizzo di questa misura come indice specifico dell’inquinamento da traffico autoveicolare;
misura molto significativa ai fini della tutela della salute dell’uomo per l’elevata permanenza delle particelle carboniose nell’atmosfera e per i numerosi processi di trasformazione chimico-fisici che esse possono subire nell’atmosfera;
la buona correlazione tra i valori di OC ed EC mette in evidenza che nell’area del centro storico di Roma la sorgente più importante della frazione carboniosa nel particolato è il traffico autoveicolare;
la separazione tra EC, di origine primaria, ed OC, di origine primaria e secondaria, è di fondamentale importanza per lo studio degli effetti pneumoconiogeni, e più in generale per gli effetti tossici, e per lo studio dei meccanismi di formazione degli inquinanti fotochimici.

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PREMIO SAPIO PER L'ENERGIA E I TRASPORTI 2003

Dott. Agostino Iacobazzi
Nato a Roma, Responsabile di progetto per le celle a combustibile a bassa temperatura
presso l’Enea ( Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente)

Titolo dei risultati di ricerca
Trasferimento tecnologico fra strutture di ricerca e industria privata, finalizzato alla creazione di nuove realtà industriali nazionali nel campo delle tecnologie delle celle a combustibile ad elettrolita polimerico

Ruolo del ricercatore
Agostino Iacobazzi: Promotore e supervisore dell’attività

Motivazione del Comitato Scientifico.
Sia con il Premio Sapio Energia e Trasporti sia con il Premio Sapio Ambiente e Sviluppo Sostenibile si è voluto lanciare un segnale forte che sancisca la necessità di operare scelte verso uno sviluppo che sia effettivamente durevole, costruito in prospettiva, che tenga conto di ciò che lasceremo domani alle future generazioni.
Un riconoscimento quindi ai più giovani ai quali è affidato un compito arduo che richiede determinazione e dinamismo.
Al lavoro presentato dal dott. Iacobazzi va il riconoscimento per il tema affrontato nella ricerca: un ambito oggi importantissimo su cui si giocano tutte le soluzioni prospettate in ambito energetico.

Sintesi contenente una breve descrizione dei risultati di ricerca
Fino alla fine degli anni ‘90 il sistema della ricerca pubblica nel campo delle celle a combustibile ad elettrolita polimerico ha sempre collaborato con l’industria detentrice del know-how, approfondendo specifiche tematiche individuate di comune accordo.
Le competenze nel campo delle celle a combustibile ad elettrolita polimerico possedute dalle strutture di ricerca pubbliche sono però tali da permettere l’ingresso sul panorama dei produttorià di nuove aziende private, pur se non completamente in possesso del know-how necessario. Si è quindi operato uno screening tra i possibili soggetti industriali interessati, per esplorare le situazioni più promettenti.

In particolare, individuando nella società Roen Est di Bologna competenze tali da far presupporre risultati industriali rilevanti, il dott. Iacobazzi si è fortemente impegnato nel creare un progetto comune di sviluppo. I risultati, negli anni 2000 - 2003 sono stati entusiasmanti, con la messa punto di una tecnologia innovativa unica fra i produttori mondiali di celle e con la creazione in pochi anni di un polo industriale (Roen Est - Arcotronics NISSEI) di rilevanza internazionale

Breve descrizione dell’applicazione pratica dei risultati di ricerca
Nell'ambito della collaborazione fra ENEA e Roen-Est, il gruppo di
ricercatori della divisione IDROCOMB/ENEA composto da A. Pozio, L. Giorgi,
S. Galli, R.F. Silva, M. De Francesco, R. Lo Presti, M. Lupo e da A. Danzi
della Roen-Est, hanno raggiunto i seguenti obiettivi:

· sviluppo di soluzioni innovative per l'ingegneria di stack e celle
· test di laboratorio di prototipi di potenza crescente
· realizzazione di prototipi di sistemi completi di potenza 2-5 kW

Nell’ambito di tale accordo ENEA e Roen Est hanno sviluppato conoscenze e tecnologie di interesse per lo sviluppo industriale delle celle ad elettrolita polimerico, realizzando soluzioni molto interessanti dal punto di vista industriale per quanto riguarda la preparazione dei componenti attivi e l’ingegneria di stack, nell’ottica di una riduzione dei costi di produzione ed un aumento delle caratteristiche di operabilità e manutenibilità del sistema.

Nell’ambito della collaborazione è stata creata la Roen Est, società che ha tra gli scopi societari quello di sviluppare sistemi di generazione di piccola potenza (1-20 kW) con celle a combustibile; in questi tre anni ha lentamente conquistato un ruolo nel panorama delle celle a combustibile, avviando diversi contatti sia con soggetti internazionali (Università di Duisburg, Johnson Mattey, Università di Theran, Idatech, Toyota, God’Power High Tech Shangai) che con realtà industriali nazionali (Sapio, SOL, MTS, Eurocarbo, Ausimont, Cuneo Associati, …..), in grado di fornire il supporto tecnico, finanziario e logistico per dare avvio ad una produzione su scala industriale.
Attualmente la società si è fusa con il gruppo Arcotronics per dare vita alla Arcotronics Fuel Cell.

Descrizione tecnica dei risultati di ricerca
La collaborazione ENEA-Roen Est ha permesso di sviluppare delle celle a combustibile ad elettrolita polimerico che presentano diverse caratteristiche innovative:
1) sviluppo della tecnologia chiamata “MEGA” (Membrane Electrode Gasket Assemby) per la realizzazione delle parti attive della cella, in stretta integrazione con le guarnizioni.

Nella tecnologia MEGA la guarnizione è iniettata direttamente sul bordo dell’assemblato membrana/elettrodo, preparato precedentemente
A partire da un brevetto della Roen Est sull’iniezione della guarnizione e facendo uso di un materiale siliconico particolare, prodotto in Italia e di cui Roen Est ha l’esclusiva per l’uso nel campo delle celle a combustibile, è stata messa a punto, in collaborazione con ENEA, la relativa ingegneria di cella

La tecnologia MEGA offre diversi vantaggi rispetto alla soluzione tradizionale:
- Risparmio effettivo di membrana di circa il 5 - 10 % con conseguente riduzione dei costi
- Processo di lavorazione facilmente industrializzabile: realizzazione di assemblati di grossa area, tranciatura e successiva iniezione della guarnizione
- Riduzione del tempo di fabbricazione (iniezione della guarnizione in 15sec @ 60C°)
- Possibilità di controllo qualità: le singole celle possono essere testate singolarmente prima di essere assemblate nello stack
- Semplificazione della manutenzione: è possibile disassemblare lo stack e sostituire i soli elementi danneggiati, senza alcun degrado delle prestazioni

2) Nello sviluppo della tecnologia sono stati individuati materiali per la realizzazione dei componenti dello stack, particolarmente indicati per la produzione industriale a basso costo. In particolare si è messa a punto la tecnologia dei piatti bipolari in materiali compositi a base di grafite, che permettono lo stampaggio ad iniezione dei pezzi, con una conseguente diminuzione di costi

La sinergia fra i diversi aspetti di innovazione tecnologica, mirati da un lato ad un miglioramento delle prestazioni, dall’altro ad una diminuzione dei costi ha permesso di disporre già oggi di una tecnologia di celle a combustibile con buone prestazioni e con costi industriali che facilmente possono scendere sotto i 300 €/kW.

Tali costi sono da confrontare con un mercato che, pur nella prototipicità dei prodotti disponibili, non vede prezzi inferiori ai 5000 €/kW.

La collaborazione fra ENEA e Roen Est sta ora continuando nell’ottica di realizzare stack e sistemi di potenza crescente, fino a 50 kW.

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PREMIO SAPIO PER LA SALUTE ED IL SOCIALE 2003

Dott.ssa Caterina Pistarini
Nata ad Alessandria, dirigente di 2° livello presso la Fondazione Salvatore Maugeri -Istituto Scientifico di Montescano

Titolo dei risultati di ricerca
Profilo degli aminoacidi plasmatici dopo trattamento riabilitativo in pazienti con esiti di trauma cranico: rapporti con le funzioni cognitive.

Le motivazioni del Comitato Scientifico
Le problematiche della riabilitazione delle Persone colpite da una grave cerebrolesione traumatica sono molto vaste e di grande rilevanza anche sociale: la tempestività della presa in cura riabilitativa, la qualità delle procedure di trattamento, la capacità di realizzare un completo Progetto Individuale che sappia integrare sinergicamente tutti gli strumenti per la cura ed il recupero funzionale, sono elementi determinanti per una effettiva possibilità di riconquistare una autonomia motoria, cognitiva e relazionale. La Ricerca presentata si fonda su una serie di indagini cliniche approfondite e significative che aprono un suggestivo e nuovissimo fronte per ulteriori sperimentazioni di questi risultati in campo clinico, allo scopo di offrire nuove possibilità terapeutiche a molti di questi soggetti. La tematica affrontata, la validità e novità dei risultati e questa concreta prospettiva sono pienamente in linea con le finalità e lo spirito del Premio Sapio e costituiscono l'insieme delle motivazioni dell'assegnazione del Premio stesso alla Dottoressa Caterina Pistarini autrice della Ricerca, perchè possa ulteriormente sviluppare il proprio lavoro.

Sintesi contenente una breve descrizione dei risultati di ricerca
In uno studio condotto su pazienti con esiti di grave cerebrolesione acquisita ricoverati presso l'Istituto Scientifico di Montescano è stata documentata l'esistenza di importanti alterazioni del profilo degli aminoacidi plasmatici. Dopo ciclo di riabilitazione, i pazienti con trauma cranico hanno una normale quantità totale di aminoacidi plasmatici. Tuttavia, il profilo aminoacidico risulta profondamente alterato. La conseguenza è che il cervello del paziente ha una ridotta disponibilità di aminoacidi a catena ramificata. In modo particolare si verifica una ridotta concentrazione plasmatica di tirosina ed istidina, mentre normale è il livello di triptofano. In questi pazienti risulta pertanto ridotta la disponibilità di sintesi di catecolamine con conseguente difficoltà di neurotrasmissione adrenergica ed istaminergica.


PREMIO SAPIO NMR

Dott. Renzo Bazzo
Nato a Treviso, Senior Investigator presso IRBM di Pomezia (Roma).

Titolo dei risultati di ricerca
Studi strutturali su enzimi virali (HCV, HIV) e relativi inibitori

Ruolo del ricercatore
Renzo Bazzo: dirigente laboratorio di Risonanza Magnetica Nucleare

Motivazioni del Comitato Scientifico
Per i suoi importanti contributi nel campo delle applicazioni della spettroscopia NMR alla soluzione di rilevanti problemi in biologia strutturale.Di particolare importanza sono gli studi riguardanti gli agenti virali quali il virus dell’epatite C (HCV) e dell’AIDS (HIV). I risultati delle sue ricerche rappresentano una valida piattaforma per la progettazione di farmaci ad alta specificità per un trattamento terapeutico di queste patologie di forte impatto sociale.

Sintesi contenente una breve descrizione dei risultati di ricerca
L'applicazione dell' NMR allo studio e alla determinazione strutturale di importanti agenti virali appartenenti al virus dell'epatite C (HCV) e dell' AIDS (HIV), nonchè alla caratterizzazione di composti inibitori, ha fornito cruciali informazioni, utili per la scoperta e la ottimizzazione di nuovi farmaci

Breve descrizione dell’applicazione pratica dei risultati di ricerca
La ricerca suddetta è parte dello sforzo complessivo dell'IRBM rivolto alla scoperta di nuovi farmaci per curare importanti malattie umane

Descrizione tecnica dei risultati di ricerca
La determinazione strutturale via NMR di enzimi virali permette di progettare piccole molecole che hanno lo scopo di legarsi alle molecole di enzima per inibirne la funzione. Tali piccole molecole sono da considerarsi i primi composti precursori dei futuri farmaci. L'NMR interviene anche nella individuazione e nella caratterizzazione di essi fornendo preziose indicazioni per l' attività di sintesi chimica tesa a migliorarne le caratteristiche di attività, efficacia e tollerabilità. Particolarmente nel progetto relativo al sistema enzimatico della proteasi NS3 del virus dell'epatite C (HCV), i risultati strutturali ottenuti con l'NMR sull'enzima stesso e su diversi inibitori hanno permesso di chiarire il meccanismo di inibizione e di elucidare le caratteristiche molecolari del sito attivo, permettendo un importente avanzamento della ricerca per l'ottenimento di farmaci.

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PREMIO SAPIO PER LE TECNICHE ANALITICHE PER LA RICERCA 2003.

Dott.ssa Marina Carini
Nata a Milano, lavora presso Università degli Studi di Milano, Istituto Chimico Farmaceutico Tossicologico

Titolo dei risultati di ricerca
Sviluppo e applicazione delle tecniche di Spettrometria di massa (MS, MS/MS, GC/MS, LC-MS, LC-MS/MS) nel settore farmaceutico, biomedico,fitochimico e tossicologico.

Ruolo del ricercatore
Marina Carini: Nella maggior parte dei casi ricercatore principale, e più recentemente anche supervisore

Motivazioni del Comitato Scientifico
Fra i candidati del premio, diversi ad alto livello, merita una considerazione particolare la prof.ssa Marina Carini poiché le ricerche eseguite e presentate sono strettamente collegate all' ambito analitico e impostate sullo studio delle diverse potenzialità delle tecniche di spettrometria di massa. Gli studi condotti seguono ampiamente l'evoluzione tecnica e considerano diversi campi di applicazione fra i quali il farmaceutico, il biomedico, il fitochimico e non ultimo quello tossicologico. Appare evidente l'interesse del candidato per l'analisi in spettrometria di massa di miscele complesse naturali o di sintesi, che portano a risultati applicabili nel controllo di qualità a livello industriale. Grande interesse rivestono le ricerche di farmaci ad uso veterinario nel materiale biologico di specie animali commestibile ,apportando un notevole contributo alla difesa della salute del consumatore.
La commissione unanime dichiara la prof.ssa Marina Carini vincitore del Premio Sapio.

Sintesi contenente una breve descrizione dei risultati di ricerca
Le ricerche raggruppate in questa tematica, che si estendono dal 1981 a tutt’oggi, si sono rivolte all’applicazione delle tecniche di spettrometria di massa (utilizzando diversi sistemi di ionizzazione) anche in accoppiamento ai sistemi cromatografici GC e HPLC nei settori dell’analisi chimico-farmaceutica, dell’analisi chimico tossicologica e della fitochimica. In particolare la ricerca si è sviluppata secondo le seguenti principali tematiche:

1. studio del destino metabolico in vitro e in vivo di farmaci
Le ricerche raggruppate in questa tematica hanno avuto per oggetto da un lato la caratterizzazione strutturale dei principali metaboliti di farmaci ad attività tubercolostatica, antilipemica ed anti-infiammatoria dopo isolamento da sistemi in vitro (frazioni subcellulari epatiche di ratto) e in vivo (liquidi biologici) nel ratto e nell’uomo, mediante l’impiego di tecniche analitiche diversificate, la loro determinazione quantitativa in tessuti e liquidi biologici e lo studio dei sistemi enzimatici epatici responsabili della loro formazione. Particolare interesse è stato rivolto alle tecniche di spettrometria di massa, che utilizzano sia l’impatto elettronico (EI) che i più moderni sistemi di ionizzazione “soft” per la caratterizzazione di molecole termolabili, polari e ad elevato peso molecolare (FD, Field Desorption ; FAB, Fast Atom Bombardment; ESI, Electrospray Ionization; API, Atmospheric-Pressure Ion-spray Ionization) e più recentemente alle tecniche di accoppiamento LC-MS e LC-MS/MS.

2. Sviluppo E APPLICAZIONE di NUOVE metodologie DI spettrometria di massa per l’analisi QUALI/QUANTITATIVA di farmaci in matrice complessa
Le ricerche raggruppate in questa tematica si sono rivolte allo studio delle potenzialità delle moderne tecniche di spettrometria di massa (MS/MS, GC/MS, FAB/MS, API/MS) nell’analisi diretta di composti di interesse farmaceutico e cosmetico (farmaci antielmintici, antibiotici, agenti anabolizzanti, principi attivi di piante medicinali, conservanti, tensioattivi) in miscela complessa (tessuti e liquidi biologici, estratti vegetali, prodotti cosmetici).

3. isolamento, caratterizzazione e valutazione dell’attività biologica di principi attivi di origine naturale ad uso farmaceutico e cosmetico
In questa tematica sono raggruppate le ricerche volte all’isolamento, alla caratterizzazione, all’analisi quantitativa e alla valutazione dell’attività biologica in sistemi in vitro e in vivo di principi attivi naturali di interesse farmaceutico. In particolare, mediante tecniche estrattive e cromatografiche (TLC, HPLC), e mediante tecniche spettroscopiche (UV-Visibile, NMR) e di spettrometria di massa (EI-MS, FD-MS, FAB-MS, LC-MS, LC-MS/MS), è stato possibile isolare da estratti di Aesculus hippocastanum L., Hedera helix L., Helichrysum italicum G. Don, Helichrysum stoechas, Echinacea angustifolia, Krameria triandra, e Ilex Paraguayensis, e succesivamente identificare i singoli componenti (o frazioni omogenee) ad attività antiedematosa, antijaluronidasica e antiossidante/radical scavenging.

4. studio dell’attività e dei meccanismi di reazione di peptidi endogeni con specie carboniliche citotossiche.
In questa tematica, la più recente, è stata studiata la capacità quenching di peptidi cisteinici (glutatione) e istidinici nei confronti di aldeidi a,b-insature, prodotti di perossidazione lipidica ad elevato potenziale citotossico, tra cui acroleina e 4-idrossi-trans-nonenale (HNE) presentano la maggiore reattività. In particolare è stata studiata l’attività della carnosina, un dipeptide (b-alanil-L-istidina) presente ad elevate concentrazioni (20 mM) nei tessuti cerebrale e muscolare. Di questa molecola sono stati caratterizzati mediante analisi ESI-MS/MS e LC-MS/MS i prodotti di coniugazione con HNE sia in soluzione fisiologica che in tessuto muscolare di ratto, e gli studi sull’acroleina sono tuttora in corso.

Breve descrizione dell’applicazione pratica dei risultati di ricerca
Per quanto riguarda gli studi sul metabolismo farmaci, il significato principale risiede nella definizione delle vie metaboliche, indispensabile ai fini della comprensione dell’attività farmacologica (metaboliti attivi), nonché della cinetica di eliminazione del farmaco e quindi della eventuale tossicità.
La valutazione delle potenzialità delle diverse tecniche di spettrometria di massa non solo ampliano le conoscenze di base (in termini di definizione di limiti e/o vantaggi), ma trovano ampio riscontro applicativo, in quanto le metodologie sviluppate e applicate a settori di interesse diversificati, sono a disposizione della comunità scientifica accademica e industriale.
Per quanto concerne gli studi sulle droghe vegetali, l’opportuna combinazione tra test preliminari in vitro per la determinazione dell’attività radical scavenging e uno screening analitico mediante analisi LC-MS (supportato dalle informazioni UV-DAD) rappresentano un valido approccio nella ricerca di nuovi polifenoli ad attività biologica (e di nuove fonti vegetali che li contengono), da utilizzarsi, sottoforma di estratti/frazioni standardizzati, in formulazioni farmaceutiche, integratori dietetici o prodotti cosmetici per incrementare le difese endogene antiossidanti in tutte quelle situazioni fisio-patologiche che comportano elevato stress ossidativo.

Descrizione tecnica dei risultati di ricerca
TEMATICA 1) Nella prima serie di ricerche lo studio del metabolismo in vitro e in vivo di farmaci tubercolostatici (pirazinamide), antilipemici (bezafibrato, tiadenolo), anti-infiammatori non steroidei (tenoxicam, nimesulide) è stato affrontato procedendo all’isolamento dei principali metaboliti da sistemi in vitro (frazioni subcellulari epatiche di ratto) e in vivo (liquidi biologici) nel ratto e nell’uomo mediante tecniche cromatografiche convenzionali e alla caratterizzazione strutturale mediante spettrometria di massa utilizzando sia la tecnica EI che i sistemi di ionizzazione “soft” FD (Field Desorption), FAB (Fast Atom Bombardment), API (Atmospheric-Pressure Ion-spray Ionization), ESI, (Electrospray Ionization).
In una seconda serie di ricerche lo studio del metabolismo è stato affrontato utilizzando le tecniche LC-MS e LC-MS/MS. La tecnica API a ioni positivi ha per esempio consentito di caratterizzare i prodotti di coniugazione del noto farmaco antitumorale cis-platino con il glutatione (GSH) nel plasma umano o di ratto, mentre la tecnica ESI, in accoppiamento ad un sistema HPLC in fase inversa con rivelazione a fotodiodi (UV-DAD), è stata utilizzata per lo studio del metabolismo in vivo dei flavonoidi, consentendo di caratterizzare i principali metaboliti plasmatici, urinari e fecali dei flavonoidi contenuti in un estratto commerciale di Ginkgo biloba, pianta medicinale ad attività neuroprotettiva e anti-ischemica, in seguito a somministrazione orale nel ratto. Mediante analisi HPLC-UV-MS (con interfaccia APCI) è stato studiato il meccanismo di attività antiossidante del farmaco anti-infiammatorio non sterorideo Tenoxicam: è stato possibile stabilire che il farmaco, per esposizione ad un flusso di radicali HO° generati per sonolisi dell’acqua, va incontro ad estesa degradazione ossidativa, con formazione di 6 prodotti principali. Sono state inoltre messe a punto nuove metodologie LC-UV-DAD e LC-UV-DAD-MS/MS per lo studio del destino metabolico di una nuova classe di farmaci NO-FANS (anti-infiammatori non steroidei a rilascio di NO) sia in sistemi in vitro che in vivo, utilizzando inizialmente quale molecola prototipo la “Nitroaspirina”, acido 2-(acetilossi) benzoico 3-(nitrossimetil)fenilestere ed estendendo in seguito le ricerche a un altro NO-FANS (nitroflurbiprofen). In particolare è stato studiato il metabolismo in vitro nel ratto (frazioni subcellulari epatiche) della nitroaspirina, allo scopo di definire le principali vie di detossificazione epatica della molecola e le relative cinetiche di biotrasformazione, base indispensabile per gli studi sul metabolismo in vivo nell’animale e nell’uomo che sono attualmente in corso. Mediante analisi LC-ESI-MS/MS a ioni positivi e negativi è stata identificata una nuova via metabolica, strettamente correlata alla struttura chimica della nitroaspirina, alternativa a quella comunemente proposta per i nitrati organici usati in terapia cardiovascolare (es. nitroglicerina), che comporta la formazione di un derivato tioetereo di coniugazione con il glutathione 1-(glutation-S-il)metilene-3-idrossibenzene.
Al fine di una migliore comprensione del meccanismo d'azione del nitroflurbiprofene (molecola ad elevata attività antiinfiammatoria a livello del sistema nervoso centrale, e per queste proprietà indicata nel trattamento del morbo di Alzheimer), è stata messa a punto una nuova metodologia LC-UV-DAD e LC-MS/MS (interfaccia ESI) per l'identificazione e la determinazione quantitativa del nitroflurbiprofen e dei suoi potenziali metaboliti a livello plasmatico e nel tessuto cerebrale di ratto in seguito a somministrazione acuta sia per via orale che intraperitoneale. I risultati ottenuti hanno consentito di stabilire da un lato che il rilascio di NO non avviene nel tessuto cerebrale e dall’altro che l’attività farmacologia della molecola a livello cerebrale è mediata prevalentemente dal metabolita flurbiprofene.

TEMATICA 2) E’ stata svolta una serie di ricerche volte allo studio delle potenzialità di una tecnica di spettrometria di massa MS/MS nell’analisi “diretta” in matrice complessa di composti di interesse farmaceutico. L’approccio metodologico, basato sull’applicazione della tecnica CAD MIKES (Collisionally Activated Dissociation Mass Analysed Ion Kinetic Energy Spectrometry) consente, in un’unica soluzione strumentale che prescinde da sistemi cromatografici (spettrometro a doppio fuoco e a geometria inversa), la separazione dei singoli componenti presenti in matrice complessa e la loro caratterizzazione strutturale, ovviando ai convenzionali e laboriosi processi di estrazione e purificazione del campione. In particolare la tecnica CAD MIKES è stata applicata all’analisi chimico-tossicologica, per l’analisi di residui di farmaci antielmintici appartenenti a classi chimiche diverse, (nitroxynil, rafoxanide, ossiclozanide, closantel, levamisolo, tiabendazolo, mebendazolo, fenbendazolo e febantel), antibiotici (tetraciclina), agenti anabolizzanti (dietilstilbestrolo, zeranolo e trenbolone) nel latte e nei tessuti commestibili di bovino e ovino con limiti di rivelamento compresi tra 14 ppt e 1 ppb. Contemporaneamente la spettrometria di massa collisionale è stata utilizzata per l’identificazione diretta dei metaboliti di un farmaco in matrice biologica, di principi attivi di interesse biologico, quali saponine e tannini in matrice vegetale (Hedera helix L. foglie, Hamamelis virginiana L. corteccia) e di agenti antimicrobici in matrice cosmetica.
Il problema dell’analisi “diretta” di componenti di miscele complesse quali i tensioattivi è stato affrontato attraverso l’applicazione di altre tecniche di spettrometria di massa: GC/MS (analisi di miscele di tensioattivi non ionici, i derivati polietossilati di alcooli superiori), FAB-MS e API-MS (tensioattivi non ionici, anionici, anfoteri e cationici come tali e in prodotti cosmetici).

TEMATICA 3) Nell’ottica dell'allestimento di frazioni standardizzate in principi attivi ad attività antiossidante, le ricerche si sono rivolte all’isolamento e alla caratterizzazione dei principali derivati polifenolici ad attività antiossidante di diverse specie vegetali (Gingko biloba, Calendula officinalis, Tilia cordata, Krameria triandra, Ilex Paraguayensis, Helichrysum H. stoechas) attraverso un frazionamento della droga ed uno screening “bioguidato”, che prevede la determinazione su ciascun estratto dell’attività radical scavenging in modelli di membrana e cellulari e successiva analisi LC-UV-DAD-MS/MS (diversi sistemi di ionizzazione).
La tecnica TI (Thermospray Ionization), in accoppiamento ad un sistema HPLC-UV-DAD in fase inversa, è stata utilizzata per l’identificazione dei principi attivi di alcune piante medicinali contenenti flavonoli bi- e triglicosidici ad elevato peso molecolare. Per quanto concerne la Ratania (Krameria triandra), pianta medicinale originaria del Sud America nota per le proprietà astringenti ed antimicrobiche, al fine di ottenere un rapido fingerprint dei costituenti presenti nelle frazioni a maggiore lipofilia, è stato impiegato un approccio LC-MS con interfaccia Particle Beam e ionizzazione a impatto elettronico (EI): sulla base degli ioni molecolari e dei patterns di frammentazione, nelle frazioni a maggior lipofilia sono stati identificati complessivamente 9 derivati lignanici, prevalentemente riconducibili alla struttura base del 5-propenil-benzofurano, sostituito in posizione 2 con residui idrossi- o diidrossifenilici, responsabili dell’attività antiossidante. Per la definizione strutturale dei componenti della frazione più polare si è ricorsi ad una tecnica di ionizzazione “soft”, la spettrometria di massa FAB-MS/MS, che ha consentito di identificare direttamente sulla matrice vegetale i seguenti derivati polifenolici : catechina-3-O-gallato, catechina-glucoside, catechina-diglucoside, due proantocianidine dimeriche (catechina-afzelechina ; catechina-catechina) e i corrispondenti derivati sostituiti con un gruppo diidrossifenilpropanoico, acido clorogenico (caffeoilchinico) ed il corrispondente metilestere. La presenza di numerosi derivati polifenoli a struttura catecolica giustifica la maggiore attività antiossidante dell’estratto a maggiore polarità (butilacetato).
Mediante tecniche LC-UV-DAD, LC-MS e LC-MS/MS, è stato possibile inoltre identificare i principali derivati fenolici ad attività antiossidante di un estratto acquoso di foglie di Maté (Ilex Paraguayensis), ottenuto per infusione della droga. In particolare si è utilizzato un sistema di spettrometria di massa a trappola ionica con interfaccia APCI (Atmospheric Pressure) a ioni negativi, la dissociazione degli ioni precursori per collisione (CID, collision-induced dissociation) in parallelo all’impronta UV-DAD. In tal modo sono stati identificati 10 componenti principali, di cui 3 isomeri dell’acido caffeoil-chinico: clorogenico, neo-clorogenico, cripto-clorogenico, 3 isomeri dell’acido dicaffeoil-chinico, rutina, un derivato diglicosidico della luteolina e 2 caffeoil-glucosidi. L’estratto acquoso presenta un’attività antiossidante superiore rispetto al composto di riferimento acido clorogenico, ad indicare un effetto cooperativo antiossidante dei diversi componenti polifenolici.
Helichrysum H. stoechas è una specie ampiamente diffusa nell'area mediterranea, ma a tutt’oggi poco studiata da un punto di vista fitochimico. Lo studio ha avuto pertanto per oggetto l’isolamento di una frazione flavonoidica e l’identificazione dei suoi principali componenti attraverso l’impiego combinato della cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa (Ion Trap con interfaccia APCI a ioni positivi e negativi) e ad un rivelatore UV-DAD (diode-array detector). Tale frazione è costituita da 10 derivati fenolici, appartenenti a classi chimiche diverse, tra cui 3 isomeri dell’acido caffeoilchinico (acidi clorogenico, neo-clorogenico e cripto-clorogenic), 2 isomeri dell’acido dicaffeoilchinico, 2 glucosidi isomeri della naringenina (5 e 4’), quercetina-3-O-glucoside, kaempferolo-3-O-glucoside (astragalina), apigenina-7-O-glucoside, apigenina-4’-O-glucoside e 4,2’,4’,6’-tetra-idrossicalcone-2’-O-glucoside.

TEMATICA 4) Gli studi più recenti e tuttora in corso, hanno come finalità la definizione della capacità quenching di peptidi endogeni cisteinici (glutatione) e istidinici nei confronti di aldeidi a,b-insature (altamente citotossiche) che si generano durante i processi di degradazione ossidativa di molecole biologiche diversificate (lipidi, carboidrati e aminoacidi), implicate nello sviluppo e progressione di patologie cardiovascolari (aterosclerosi, complicazioni a lungo termine del diabete) e neurodegenerative (Alzheimer e Parkinson), nonché dell’invecchiamento cutaneo. In particolare è stata studiata l’attività nei confronti del 4-idrossinonenale (HNE), principale prodotto di perossidazione lipidica, sia del glutathione che della carnosina, un dipeptide (b-alanil-L-istidina) presente ad elevate concentrazioni (20 mM) nei tessuti cerebrale e muscolare. Di entrambi i peptidi sono stati caratterizzati mediante analisi ESI-MS/MS i prodotti di coniugazione con HNE in soluzione fisiologica; mediante analisi LC-MS/MS (interfaccia ESI) è stata dimostrata la loro formazione direttamente in matrice biologica (tessuto muscolare di ratto). Sono stati infatti identificati 3 principali addotti di Michael dell’HNE con glutatione, carnosina e anserina (derivato N-metilico della carnosina, presente in elevate concentrazioni nel tessuto muscolare). Questi risultati sono significativamente rilevanti da un punto di vista biologico, perché dimostrano che anche dipeptidi endogeni con residui di istidina concorrono con il glutatione nel processo di detossificazione cellulare e tissutale di aldeidi citotossiche.

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PREMIO SAPIO “MENZIONE SPECIALE” 2003

Dott.ssa Silvia Bradamante
Nata a Milano, Senior Scientist presso il CNR - Istituto Scienze e Tecnologie Molecolari - Università degli Studi di Milano

Titolo dei risultati di ricerca
Sviluppo e utilizzo di metodologie di indagine spettroscopica NMR nel settore chimico, biomedico e biotecnologico.

Le motivazioni del comitato scientifico.
"Riconoscimento per la produzione scientifica nel settore dell'utilizzo delle tecnologie NMR e per la capacità di saper realizzare efficaci soluzioni di collaborazioni tra ricerca pubblica e ricerca industriale privata. Questo aspetto coniuga perfettamente gli auspici enunciati durante la premiazione dello scorso luglio 2002".

Sintesi contenente una breve descrizione dei risultati di ricerca
Le ricerche si estendono dal 1972 a tutt’oggi e la produzione scientifica si compendia in 122 pubblicazioni su giornali a circolazione internazionale e 150 comunicazioni a congressi nazionali ed internazionali.
Attualmente i campi in cui è focalizzata la sua attività di ricerca sono:
1. materiali organici multifotonici in relazione alla caratterizzazione molecolare ed elettronica di cromofori a base eterociclica Questi materiali sono di grande attualità per le possibili terapie alternative delle neoplasie.
2. lo studio della degradazione di polimeri organici dovuta a danni ossidativi di considerevole interesse nella conservazione di materiali massivi industriali.
3. indagini a carattere biotecnologico relative alla produzione di statine con l'utilizzo di metodi statistici e di nuove tecnologie atte all'identificazione di co-metaboliti
4. progettazione e sviluppo di un bioreattore flow-lift, in particolare adatto alla strumentazione NMR.

Questi progetti sono sviluppati in collaborazione con:
Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Milano Bicocca, Università dell’Insubria, Erasmus University Rotterdam, Olanda.

e hanno ottenuto supporto da industrie ed enti dei rispettivi settori quali:
ASI - Agenzia Spaziale Italiana
ESA - European Space Agency
Bruker Biospin
Carlo Gavazzi Space
Recordati s.r.l.
Molecular Probes
Gruppo Sapio

Nell’ambito delle collaborazioni sviluppate tra ricerca pubblica e ricerca industriale privata recentemente e’ stato costituito fra Sapio Produzione Idrogeno ed Ossigeno S.r.l. e Università degli Studi di Milano Bicocca il Consorzio CMG - Centro Metrologico Gas con lo scopo di promuovere attività di ricerca scientifica e tecnologica e di sviluppare nuovi processi produttivi e nuove tecnologie nel campo delle miscele gassose e del loro utilizzo.

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